
"Qui si fa l'Italia e si muore" ...il parlamento europeo ci salvi dalla catastrofe!
venerdì 11 settembre 2009
Vanno a fuoco gli stabilimenti della Cubex srl di Maddaloni: è disastro ambientale




articolo tratto da Caserta C'è
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Le fiamme divampano alte, il fumo è già visibile dalla città di Caserta. Finora nessuna comunicazione ufficiale delle autorità, né un atto di allerta della popolazione interessata e residente nelle aree adiacenti all'Interporto.
Sicuramente la Procura aveva incaricato l'Interporto della custodia giudiziale dell'area con una postazione fissa. Una circostanza da verificare, per accertare come il controllo fosse effettivamente assicurato, viste le forti questioni sindacali in atto, conseguenti alla riduzione dell'attività lavorativa dei vigilantes armati in servizio nell'area del Gruppo Barletta.
mercoledì 2 settembre 2009
Un dossier nascosto sui dati dell'inquinamento: a parlare è Tommaso Sodano
“Da febbraio giace nei cassetti del Ministero e della Regione un'indagine condotta dal Commissariato per le bonifiche sulla zona dei laghetti di Castel Volturno: il velo steso su tale vicenda preoccupa anche alla luce della drammatica situazione delle coste campane. Il problema - continua Sodano – non riguarda solo la vocazione turistica della zona (che dista meno di 500 m dal mare) e quindi la balneabilità della costa, ma soprattutto l'agricoltura: nella falda acquifera che contribuisce ad irrigare i terreni sono state riscontrate percentuali 40 volte superiori alla media di idrocarburi, 13 volte di cromo e 45 volte di piombo. Urge una bonifica del territorio ed una pianificazione degli interventi da attuare in un'area dove la camorra ha potuto creare uno scenario allarmante, costruendo discariche abusive e sversando nelle cave, a ridosso degli specchi d'acqua. Parlare di rilancio del litorale domizio in queste condizioni sembra una vera e propria contraddizione in termini: a due passi dai moderni resort e dai campi di golf, l'acqua avvelena i campi e la salute dei cittadini”.
“Non si può più tacere - conclude Tommaso Sodano – gli enti preposti e le autorità hanno il dovere di rendere pubblico tale dossier che va analizzato insieme ai dati provenienti dall'Arpac, che sono già di per sé allarmanti. Le percentuali di metalli pesanti presenti nell'acqua mettono in pericolo la salute dei cittadini. In questi sei mesi la vicenda si sarebbe dovuta affrontare; questo silenzio delle istituzioni non fa altro che creare ulteriore e giustificato allarmismo”.
giovedì 13 agosto 2009
Come on trash, light my fire!

lunedì 10 agosto 2009
Bonifiche e questione territoriale: Peppe Messina interviene nel merito
Il professor Ortolani, con lucida e impietosa analisi, riguardo all’accordo operativo tra Comune di Caserta e Ministero dell’Ambiente concernente gli interventi di bonifica e ripristino ambientale per le aree di discarica, stoccaggio e trasferenza esistenti in località Lo Uttaro (che prevede l’erogazione di 10 milioni di euro in quattro anni), ci spiega cos’è una bonifica e cosa si dovrebbe fare effettivamente per recuperare quel territorio così profondamente segnato dagli inquinamenti. In particolare ci ricorda che lui, così come chi scrive, ha più volte denunciato che non possono essere usate le cave a fossa in rocce permeabili che ospitano la falda idrica perché non si può garantire l’isolamento alla base e lateralmente dei rifiuti per oltre 15-20 anni e lo scienziato napoletano ribadisce che :
1) non ci potrà essere bonifica se non si cancella dalle scelte governative la realizzazione della discarica Mastroianni che si trova attaccata a Lo Uttaro;
2) “mentre è semplice rimuovere i rifiuti, allora accumulati sulla superficie del suolo, e portarli in una discarica che dia la sicurezza ambientale di non inquinamento, non è possibile “bonificare” la discarica di Lo Uttaro scavata a fossa con la base che sfiora la falda (si e no due tre metri) che era già inquinata dai rifiuti come accertato dalla Magistratura”;
3) E’ assolutamente impossibile isolare i rifiuti dello spessore di oltre 24 metri in maniera efficace e duratura. “Non si può intervenire alla base dei
4) “Non è possibile eliminare l’inquinamento della falda in maniera efficace e verificabile nonché duratura, a meno che non si spostino gli 8 piani di rifiuti che colmano le fosse. Si può contenere ed eliminare l’inquinamento atmosferico;
4) occorre essere chiari e onesti intellettualmente: “la bonifica dei siti inquinati è necessaria ma non può rappresentare una nuova fonte di facili guadagni realizzando interventi che non servono a restaurare l’ambiente e ad eliminare i focolai di inquinamento;
5) “per quanto riguarda la falda deve essere eseguita una accurata e verificabile indagine di idrogeologia tridimensionale con la caratterizzazione delle acque stabilendo esattamente la distribuzione verticale e laterale dell’inquinamento e le sue cause al fine di definire un piano di tutela ambientale e della salute dei cittadini. Anche se la fonte dell’inquinamento si trova nel Comune di Caserta, gli inquinanti si diffondono nel sottosuolo nei territori comunali circostanti: definita l’area danneggiata vanno messi a punto gli interventi che possono anche non essere attribuiti al solo comune dove è ubicato il sito”;
6) ogni progetto deve essere valutato interdisciplinarmente da tecnici super partes di fiducia dei cittadini in modo da definire quali saranno i reali benefici che discenderanno dalla esecuzione delle opere;
7) “I fondi devono servire solo ad eliminare e contenere l’inquinamento; nessuna forma di compensazione per il territorio circostante non danneggiato da interventi privati e pubblici illegali secondo le leggi dell’ambiente”.
Il professor Ortolani ci ricorda, infine che la situazione di Lo Uttaro è pressoché identica nelle altre aree dove sono state allocate discariche, o siti di stoccaggio o siti di trasferenza, ecc. a cominciare da quelli a San Tammaro, a Santa Maria
Le somme che erano state “promesse” come ristoro hanno subìto nel tempo pesanti ridimensionamenti. L’Accordo quadro prevedeva inizialmente misure di compensazione per il capoluogo e per tutti i comuni che hanno accettato di ospitare discariche o altri “impianti” connessi alla cosiddetta emergenza rifiuti per 526 milioni di euro, tagliati poi dal Governo Berlusconi, in sede di Accordo operativo, a 282 milioni di euro. Il sindaco di Caserta, ing. Petteruti dichiara che “Se da un lato possiamo dichiararci soddisfatti perché si dà finalmente il via ad un’azione non più rinviabile di bonifica e di riqualificazione ambientale in un’area critica, dall’altro non possiamo non lamentare che questo Governo continua a disattendere gli impegni assunti. Per il Comune di Caserta erano stati stanziati inizialmente 18 milioni di euro da impegnarsi in opere pubbliche come compensazione per il danno ambientale. Ora quei 18 milioni sono letteralmente spariti: rimangono solo i dieci milioni che probabilmente non basteranno neanche per la bonifica completa di Lo Uttaro e delle aree attigue, inizialmente prevista a carico del Ministero”. Per il sindaco di Caserta, così come per gli altri amministratori di questo territorio, di destra o di sinistra, non fa differenza, l’”affaire” rifiuti passava non da una questione territoriale ma da una questione finanziaria legata ai cosiddetti compensi per danno ambientale.
Poco è importato al governo Berlusconi, al suo sodale Bertolaso, così come ai rappresentanti degli enti locali di Terra di Lavoro, aver consentito, senza colpo ferire se non quello di alzare il prezzo delle compensazioni che, comunque non arrivano, di allocare discariche, siti di stoccaggio, trasferenza, ecoballe e chi più ne ha più ne metta, in piena conurbazione fra policlinici, alberghi, uffici pubblici e residenze private o nelle aree agricole più fertili e produttive del pianeta (San Tammaro, Santa Maria
Vale la pena ricordare che in provincia di Caserta esiste una superficie agraria utilizzata (SAU) di 107.000 ettari pari al 40,69% della sup. territoriale. Media reg. 43,27%) dove operano oltre 40.000 aziende agricole con un’estensione media aziendale di Ha 2,67 (Media reg. 3,6. Italia 7,4).
Nel territorio di Terra di Lavoro si producono:
· 17 Vini di cui 5 DOC e vari IGT
· Mozzarella di bufala campana DOP
· Mela Annurca Campana IGT
· Castagna del vulcano di Roccamonfina
· Formaggio Caso Peruto (esiste da oltre 2500 anni)
· Formaggio Conciato Romano (si produce da oltre 2000 anni)
· n. 2 olii extravergine di oliva con marchio IGT
· n. 3 marchi famosi a livello mondiale per la produzione di acque minerali
La provincia di Caserta è fra le prime in Italia per la produzione di ciliegie, fragole e nettarine. Il patrimonio bufalino è costituito da oltre 160.000 capi pari a quasi il 50% del patrimonio nazionale mentre la mozzarella prodotta ogni giorno è circa 108.000 kg è pari al 25% della produzione nazionale. Il patrimonio bovino è pari a oltre 25.000 capi. Il nostro futuro è legato dunque all’agricoltura, alla filiera agro industriale, all’ambiente e al territorio. In qualche modo “condannati” alla qualità.
La questione del come si dovrebbe fare la bonifica, quindi, si sposa invitabilmente sul dove sono state fatte tali scelte. In un paese normale le aree appena indicate sarebbero state come minimo recintate, superprotette, poiché lì c’è la dispensa del nostro presente e le risposte al nostro futuro e dove si realizza la ricchezza di questa provincia. Ma la questione dell’agricoltura e del territorio della provincia di Caserta non stanno nell’agenda dei politici e di nessuna forza interessata. Politici interessati solamente ai consensi acritici di un popolo che aspetta ancora un “Salvatore” senza capire che la causa del nostro disastro o della nostra salvezza sono rappresentati da noi stessi.
Se le cose stanno così, la domanda da porsi è: “Dove stiamo andando? Qual è l’idea di sviluppo che la politica ha di questo territorio?”.
Mi viene di ricordare, a questo punto, un antico adagio indiano che dice: “Quando avrete abbattuto l'ultimo albero, quando avrete pescato l'ultimo pesce, quando avrete inquinato l'ultimo fiume, allora vi accorgerete che non si può mangiare il denaro”.
domenica 9 agosto 2009
Auto bruciate, il fenomeno si intensifica sul territorio di Gricignano e Teverola
alcune delle quali bruciate, si aternano a cumuli di rifiuti ingombranti e lastre di eternit contenente amianto e segnano il passo lungo tutta l'arterria che percorriamo. Ci fermiamo. Siamo a una 15 di metri di distanza dalla centrale elettrica insistente sul territorio comunale di Teverola. E' evidente il fenomeno interessa sia un'area che ricade in parte sul territorio di Teverola e un'altra (la gran parte) sul territorio di Gricignano. I miei accompagnatori mi riferiscono che gran parte delle auto incendiate erano intatte solo pochi giorni prima, con portiere divelte e pezzi smontati ad arte, con molta probabilità per essere rivenduti sul mercato nero. Prima di intraprendere la strada in questione, però, ci siamo imbattuti in un'auto bruciata di sicuro il giorno precedente, proprio sul bordo laterale della trafficatissima strada provinciale che separa il Polo Calzaturiero dal Polo Tessile.

lunedì 3 agosto 2009
ALLARME INCENERITORE DI ACERRA, SODANO: ‘SITUAZIONE GRAVISSIMA’
A 128 giorni esatti dall’inaugurazione del termovalorizzatore di Acerra il valore delle PM10 (Il Decreto ministeriale n°60 del 02/04/2002 recita che “Il valore giornaliero di 50 µg/m3 non può essere superato più di 35 volte nell’arco dell’anno solare” ) è stato superato nell’area della zona industriale di Acerra di ben 50 volte, e per diversi giorni è stato molto prossimo alla soglia dei 50 e in alcuni giorni sulle tabelle c’è un N.D.(non disponibile) Ieri, giovedì 30 luglio è arrivato a 117,2 µg/m3.!
Non ho piu’ parole per evidenziare una situazione gravissima! C’è una legge che va applicata e chi non lo fa si rende corresponsabile del disatro ambientale che si sta producendo con gravi conseguenze per la salute delle persone. Una settimana fa chiedevo l’intervento della Procura ( a cui mi sono rivolto con una denuncia il 1° giugno 2009) per porre sotto sequestro quegli impianti che stanno avvelenando un territorio, oggi lo ripeto con forza in considerazione del continuo e incontrollato sforamento dei valori di emissione.
E continuiamo a parlare solo di tre centraline su un territorio vasto e ci stiamo occupando solo delle Pm10, ma quali sono i valori delle diossine?? Abbiamo diritto a delle risposte chiare. Sull’altare del profitto dell’Impregilo, prima, e della A2A , oggi, non si può sacrificare un territorio!
fonte: ilmediano.it
sabato 1 agosto 2009
Auto date alle fiamme: è il fenomeno dell'ultima ora che interessa le campagne di Succivo e Orta di Atella
Sabato 1 Agosto 2009. Mi trovo a girare, accompagnato da due colleghi giornalisti, per le campagne di Succivo, Marcianise, Gricignano e Orta di Atella con l'intento di mostrare lo stato di degrado in cui versa questa infelice porzione di quello che un tempo fu il cuore della Campania Felix. I roghi e l'amianto sono gli argomenti che tengo a sottolineare con maggiore enfasi, in quanto sono la causa diretta delle malattie tumorali e da intossicazione da diossine. Qua e là, nella strada campestre che da località "Depuratori" conduce a "Torre Palomba" (Succivo), cumuli di rifiuti speciali e tossici fumanti, reduci da roghi appiccati nei giorni precedenti. Se fosssimo venuti un paio d'ore prima, dico rivolto ai miei "ospiti", avremmo visto un fungo di fumo nero sprigionantesi da un rogo (probabilmente di pneumatici) che ho intravisto poco più in là, a Marcianise. Quasi mi dispiace non far assaporare la visione di un "bel rogo" ai miei amici. Ma la Dea fortuna deve avermi letto nel pensiero quando, come d'incanto, un bel fungo di nero fumo inizia a stagliarsi alto nell'azzurrissimo cielo di questa bellissima giornata di Agosto. Il fuoco è, in linea d'area, a poche decine di m
etri di distanza, lo raggiungiamo in fretta attraversando località Astragata (comune di Succivo). Trattasi di un'auto incendiata (nelle foto). Appurato il fatto abbiamo segnalato l'accaduto agli uomini del 115 che nel giro di un quarto d'ora sono arrivati. La località in questione appartiene, con molta probabilità, al comune di Orta di Atella, ma il fenomeno, nuovissimo per questa porzione di territorio, interessa anche il comune di Succivo e Gricignano (vedi post precedenti). Da Casaluce, comune maggiormente interessato agli incendi di auto, ci si sposta anche qui, in particolare Succivo e Orta, segno inequivocabile che gli ecocriminali hanno appurato l'assoluta mancanza di controllo del territorio da parte delle istituzioni. Ancora una volta il crimine vince. Lo stato è in vacanza, speriamo che torni presto!




venerdì 31 luglio 2009
Uno stato efficiente praticherebbe una pena capitale meno costosa!
Dopo avere indugiato sul posto una mezz'orettta mi metto in auto e torno sulla mia strada, incerta come non mai. L'autoradio canta una canzone di Rino Gaetano: [...] è una ruota che gira, che gira..gira, gira e se ne va...ma ritorna e dopo parte...gira, gira e se ne va [...]


lunedì 20 luglio 2009
"A" come amianto, "S" come Succivo
Ma si potrebbe anche leggere “A” come Amministrazione ed “S” come Scellerata. E non parlo della giunta di Bassolino ma di quella di Succivo. Spiego. Oggi ho assistito a delle scene raccapriccianti: centinaia di persone, con tuta e scarpette ginniche, passeggiavano o correvano all'ombra di grossi nuvoloni di fumo nero sprigionato da un paio di roghi di rifiuti, come se nulla fosse. Il tratto stradale che da località Depuratori conduce alla località Torre Palomba è ancora meta di cittadini intenti a fare, specie nei pomeriggi della bella stagione, jogging, allenamento e passeggiate in bicicletta con tanto di bambini a seguito. Comprensibile la voglia di natura, di evadere dall'inquietante routine dei nostri centri abitati, di trascorrere qualche piacevole ora fuori porta, specie dopo una giornata intera passata a lavorare. Inspiegabile invece è la scelta di una strada, divenuta meta di un numero sempre più crescente di cittadini, come quella che costeggia il canalone dei depuratori, disseminata com’è del pericolosissimo amianto, che tra tutti i rifiuti tossici è l’unico del quale è accertata la cancerogenità. Tutto ciò avviene ogni santo giorno. E’ così difficile impedire che tutto ciò avvenga? Bisogna per forza passare per delle lungaggini burocratiche per poter, in un modo o nell’altro, redarguire i cittadini dal non frequentare quei luoghi? Chi è che in ultima ist
anza è responsabile della salute dei cittadini? Il Sindaco, come ben si sa! E allora, signor Sindaco? Si possono trovare mille modi per avvisare la cittadinanza che esistono dei posti dove andarci con frequenza può essere dannoso per la propria salute (prima di arrivare ad inchiodare alle proprie responsabilità le istituzioni preposte, come spesso ci si accanisce a sostenere nei bei salotti). Perché non lo si fa? Al di là delle forme e delle sostanze (sempre più tossiche oramai) la situazione delle campagne di Succivo resta tragica. Oggettiv
amente parlando si è “toccato il fondo”. Mi appello al buon senso degli amministratori di Succivo affinché prendano atto della grave situazione che si è venuta a creare negli ultimi anni nelle suddette località ed espletino opportuni provvedimenti per allertare gli utenti delle suddette località circa la pericolosità rappresentata dall'amianto illecitamente smaltitovi. Lastre di Eternit frantumate, come quelle ritratte nelle foto che ho scattate oggi pomeriggio, sono ben visibili ad ogni angolo, nonostante un timido tentativo di messa in sicurezza di alcuni cumuli risalente a qualche mese fa. Messa in sicurezza che si è rivelata del tutto insufficiente dato che il vento e le pioggie strapparono i teli plastici che ricoprivaono i cumuli di amianto già a poche settimane di distanza. Neanche a parlare di sorveglianza. Cumuli di rifiuti ingombranti e speciali vengono dati alle fiamme con cadenza quasi giornaliera. La voce che l’amianto faccia male è iniziata a circolare a tal punto che qualche scellerato ha pensato bene di nasconderlo in un pacco di cartone avvolto poi con dello scotch, come nel caso della foto. E chissà quanto ne è stato smaltito in questo modo. Tutto ciò sempre a danno della salute di tutti, anche di chi commette questi tipi di reati. Casapuzzano: terra mia che te ne vai...
mercoledì 15 luglio 2009
Camion bruciato con carico di rifiuti nelle campagne di Gricignano

Gricignano di Aversa. Sono le 15.30 circa di mercoledi 15 Luglio 2009 quando giungo in una località campestre di Gricignano che si trova alla fine della strada cosiddetta "comunale Sarnelli"
(la seconda che si imbocca sulla sinistra percorrendo la Strada Provinciale Gricignano-Succivo in direzione Succivo). Lo spettacolo a cui si assiste percorrendo tutta la strada è di quelli da far paura: un pezzo di territorio completamente sottratto ad una qualsiasi forma di controllo, da parte e dello stato e dei cittadini onsesti, dove è possibile sversare e bruciare ogni sorta di rifiuti nella totale
tranquillità e con la certezza di non essere redarguiti da nessuno, tantomeno da chi viene pagato per tutelare la salute pubblica dei cittadini. Della strada comunale Sarnelli già in passato ce ne siamo occupati, denunciando con più di un post il totale abbandono dell'area, oramai meta preferita dagli
ecocriminali locali. Ora ci tocca registrare l'ennesimo misfatto: un intero camion dato alle fiamme assieme a tutto il carico di rifiuti che esso conteneva. Non vogliamo nemmeno immaginarci quale fosse il contenuto del cassone del mezzo. In questa sede ci limitiamo a denunciare mediaticamente lo stato di abbandono di tutta l'area che, neanche a farlo apposta, dista a poche decine di metri da un altro sito stracolmo di rifiuti tossici, Santa Maria a Piro, che attende di essere bonificato. Intanto si continua a morire e sempre più persone si ammalano di cancro, in particolare sempre più bambini.sabato 27 giugno 2009
Abbandonati da tutti. Nuovi sversamenti di amianto a Torre Palomba: lo Stato è latitante.




lunedì 15 giugno 2009
Riserva naturale lago di Falciano del Massico


domenica 14 giugno 2009
"Indicatori per una pianificazione territoriale ecosostenibile - Il Caso Campania" il libro di Giuseppe Messina
Il volume è curato da Giuseppe Messina, agronomo, che lavora presso il Ministero dello Sviluppo Economico, esperto ambientalista, fondatore di Legambiente Campania e membro del Comitato scientifico di Legambiente, da anni è impegnato per la difesa del territorio, del paesaggio agrario e delle produzioni tipiche. Esperto in pianificazione ambientale, si è occupato del Piano rifiuti in provincia di Caserta, del Piano Regionale Attività Estrattive in Campania e del Piano di recupero delle aree di cava abbandonate abusive e dismesse in provincia di Caserta.
Coordina: Giulio Finotti, giornalista de Il Mattino
Introduce: Prof. Nicola Capone, responsabile collana editorale "I Quaderni" promossa dalla Società di studi politici ed economici
Presenta: Raffaele Cutillo, Architetto e Docente c/o la Facoltà di Architettura “Luigi Vanvitelli” SUN, Aversa.
sabato 16 maggio 2009
Dietro il sorriso di Silvio

fatta nel popoloso comune di Sant'Antimo. L'anno in cui tutto ciò avveniva era il 1996 (o forse il 1997, il funzionario non ricorda bene). Passano gli anni e la situazione si aggrava, i percolati penetrano nel terreno fino ad innescare il fenomeno delle esplosioni causate dai gas che nel fattempo si sono formati. Tutto ciò è testimoniato dal fatto che tutta la massa di rifiuti tende continuamente a tracimare il muro che la circonda, fino a farlo rompere (nella foto di fianco si vede chiaramente che si è dovuto ricorrere ad una puntellatura per evitare il peggio). A niente sono serviti gli intimi di rimozione e di ripristino del terreno fatti al comune dagli organi del commisariato di governo per l'emergenza rifiuti, le amministrazioni non hanno mosso un dito. La gente è stanca di sentir parlare di rifiuti. Intanto si registra l'ennesima campagna elettorale. Qualche simpatico signore ha pensato bene di celare lo spettacolo di degrado con dei 6x3 con sopra impressi i rassicuranti sorrisi a trentadue denti di Silvio. Ottimo palliativo. Ma dietro c'è sempre e solo......."a' munnezza!"
giovedì 14 maggio 2009
Allarme. Si Muore!
L’ENNESIMO DISASTRO AMBIENTALE
SI STA CONSUMANDO SOTTO GLI OCCHI DI UN POPOLO RASSEGNATO!
UNA NUBE TOSSICA INDOMABILE
PROVENIENTE DALL’INCENDIO DELLA EX ECOREC DI MARCIANISE
PRIVA DI ADEGUATI SISTEMI DI SICUREZZA
SPRIGIONA VELENI IN CONTINUAZIONE
E NON VIENE ALLERTATO IL MASSIMO SISTEMA DI PROTEZIONE PER GARANTIRE L’IMMEDIATO SPENIMENTO DELLA FIAMME ASSASSINE.
NON UN ELICOTTERO, NON UN QUANTITATIVO DI MACCHINE ED UOMINI ADATTI ALLA GRANDEZZA DELLO SCEMPIO.
ABBIAMO CHIESTO L’IMMEDIATO INTERVENTO DELL’ESERCITO
SU UN TERRITORIO LASCIATO SENZA CONTROLLI
SENZA RICEVERE UNA RISPOSTA!
CONCITTADINI,
RIPRENDIAMOCI IL CONTROLLO DELLA NOSTRA VITA
VENERDÌ 15 MAGGIO ORE 19,00
TUTTI IN PIAZZA UMBERTO I°
PER PROCLAMARE I NOSTRI SACROSANTI DIRITTI!
giovedì 30 aprile 2009
Sant'Arpino. Storie di ordinario degrado

Stesso giorno, stessa città: Sant'Arpino. In pieno centro abitato, in una piccola arteria che congiunge via Risorgimento con la Strada Provinciale CAivano-Aversa, si registra la presenza di una piccola discarica adibita allo smaltimento di ingombranti e di motoveicoli di ogni sorta, in questo caso abbiamo ritrovato una piccola Apecar data alle fiamme e i resti di un divano.






