venerdì 2 aprile 2010

Caos rifiuti: l'indagine, la «Gss» e il giallo del documento modificato

L'inchiesta del Corriere del Mezzogiorno

Con Scialdone e Pontillo altri cinque indagati: la parola "vigilanza" sostituita in una copia con la parola "portierato".

CASERTA - Sono uno dei paradossi e degli sprechi più macroscopici emersi dall’inchiesta delCorriere del Mezzogiorno sul Consorzio unico de rifiuti, quelle guardie giurate che vigilano una discarica chiusa da anni e sotto sequestro giudiziario nella quale sono già «occupati» 89 lavoratori. E non a caso i servizi di vigilanza — che operano presso tutte le strutture e le sedi amministrative del Consorzio — rappresentano uno dei grandi filoni sui quali si snoda l’indagine avviata sin dal 2008 dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, che nei giorni scorsi ha emesso una serie di decreti di perquisizione ai danni di sette indagati: il direttore generale dell’ente, Antonio Scialdone; la sua compagna Michela Pontillo, candidata alle ultime regionali nella lista Nuovo Psi-Mpa; un dirigente e quattro rappresentanti legali delle società interessate dagli appalti. Le origini dell’intera vicenda risalgono al 2007: ben prima, cioè, della costituzione del consorzio. Ed oggi il Corriere del Mezzogiorno — dopo aver consultato una serie di documenti già al vaglio dei magistrati— è in grado di raccontarla.LE ORIGINI - È il 17 maggio del 2007 quando viene stipulato un contratto per la vigilanza non armata del sito di Lo Uttaro tra il consorzio Acsa Ce3 (del quale Scialdone era vicedirettore generale) e la società Gss. A monte nessuna gara d’appalto, come impone la legge, e nemmeno una trattativa privata. Dalle carte risulta solo una nota del direttore generale dell’epoca, Antonio Limatola, indirizzata alla Gss ed alla 2D, che attesta che «le società prestano servizio di vigilanza presso la discarica di Lo Uttaro». La Gss, peraltro, esisteva solo da poche settimane. Una visura camerale rivela che si tratta di una società a responsabilità limitata con capitale di 10.000 euro costituita il 7 febbraio 2007 ed iscritta al registro delle imprese il primo marzo, con inizio attività il 19 marzo. Chi c’è realmente dietro quella piccola srl improvvisamente beneficiaria di un appalto così importante? Di certo c’è che il nome dell’amministratore unico — Giovanna Scialla — non dice nulla. E che quella società tra alterne vicende ed a dispetto di numerose revoche, è ancora lì: ha continuato a svolgere il servizio anche dopo la nascita del Consorzio unico. GLI AFFARI DELLA GSS - Gli sviluppi successivi appaiono assai illuminanti. Il contratto prevedeva che per il servizio di portierato e guardiania svolto da 4 vigilantes ogni giorno dalle 7 alle 23, l’ente avrebbe versato 25 mila euro al mese più Iva. Del documento esistono due copie, in una delle quali la parola «vigilanza» è stata sostituita da «portierato». Ma in nessuna delle due è scritto che il servizio sarebbe stato effettuato anche negli uffici e nel sito di trasferenza, come risulta invece dalle fatture liquidate: e la circostanza, ovviamente, ha fatto sì che il compenso lievitasse significativamente. Il 5 luglio 2007 il direttore generale dell’Acsa Ce3 Limatola contesta alla Gss «la carenza operativa ed organizzativa del servizio di vigilanza e controllo», invitando la società alla «stipula di una polizza fidejussoria per coprire gli eventuali danni ed omissioni». Il primo agosto Limatola comunica alla Gss ed alla 2D la revoca del servizio di vigilanza presso gli uffici di corso Giannone. IL VALZER - Tale atto avrebbe dovuto avere effetto dal giorno successivo. Invece non ha prodotto risultati. Il 3 dicembre Limatola comunica alla Gss che a causa della chiusura anticipata della discarica di Lo Uttaro intende recedere anticipatamente dal contratto. Anche in questo caso non accade nulla. Anzi, quando nel marzo al Ce 3 arriva «in carico» Ferrandelle, con una disposizione interna si estende il contratto anche a quel sito. La revoca arriva solo con la gestione commissariale di Stancanelli. Ma quando nasce il Consorzio unico Gss e 2D tornano di nuovo in servizio. TESTORE SINDACALISTA PREMIATO - Quello della vigilanza non è certo l’unico episodio emblematico della gestione delle finanze. Viene fuori, ad esempio, che tra i beneficiari delle promozioni a pioggia che hanno riguardato in pochi mesi circa 700 dei 1260 dipendenti della territoriale casertana, c’è anche il leader del sindacato autonomo Fiadel, Giulio Testore, tra i più attivi nella protesta delle scorse settimane. Testore, assunto nel cantiere di Aversa come «addetto allo spazzamento», e transitato poi al Ce 2 ed infine al Consorzio unico, era già stato promosso un paio d’anni fa dal 3˚ al 5˚ livello. Lo scorso 22 febbraio, con un verbale di conciliazione sottoscritto da Scialdone, ha ottenuto il 7˚, con il riconoscimento di aver svolto dal 2005 le mansioni di coordinatore della differenziata. Una vertenza velocissima, visto che era stata aperta solo 12 giorni prima, e che ha portato a Testore anche 12.500 euro di arretrati. Ma le prebende non si lesinano a nessuno. FRATELLI DI INDENNITÀ - E così se 11 lavoratori dell’ex Ce1 si spartiscono ogni mese ben 7.100 euro di indennità chilometriche, che vadano o meno al lavoro, c’è chi chiede ed ottiene «superminimi non assorbibili». È il caso del responsabile dell’Ufficio comunicazione e sensibilizzazione, Gabriele Lusini (fratello di Biagio, sindaco di Teverola), che a partire dallo scorso 1 agosto ha ottenuto da Scialdone come superminimo un’indennità di 1200 euro al mese per 14 mensilità, «per gli impegni di lavoro a cui è sottoposto e per motivi di rappresentanza esterna». Un po’ peggio è andata al ragionier Giacomo Tortale, responsabile dell’Ufficio elaborazione dei cedolini, e fratello dell’avvocato che ha curato gran parte delle conciliazioni con i dipendenti: lui ne ha ottenuti solo mille. Al confronto i 20, 30 o 50 euro al giorno concessi come indennità di disagio ed incentivo alla produttività ai lavoratori impegnati presso il sito di stoccaggio provvisorio di Maruzzella, sono un’inezia. In compenso, sono stati dati anche agli amministrativi che sulla discarica non prestano servizio.

Pietro Falco01 aprile 2010

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